La cronaca

A poca distanza dalla presentazione del manifesto di quest’anno, si è creato un dibattito riguardanti alcune accuse di plagio per l’autrice. In dettaglio  sui social sono iniziate a circolare post che mostravano altre immagini  rappresentanti  parti del manifesto da cui  l’autrice avrebbe potuto fare copia e incolla o ritoccare per adattarle al suo lavoro. La discussione si è spostata oltre l’analisi di questa immagine, andando a confrontare le opere dell’artista Barbara Baldi con tutto e di più.  Il dibattito ha poi preso una piega molto più seria, con accuse  specifiche di violazione del copyright.

Della discussione si è occupato il sito Bleeding Cool nella rubrica dedicata alle “similitudini” tra opere, nella quale vengono evidenziati degli elementi del poster presi da una foto del Teatro del Giglio e dalle illustrazioni di Vladislav Ociacia (per il braccio robotico).

La risposta ufficiale alle accuse

L’organizzazione ufficiale della fiera Lucca Comics & Games ha risposto nella stessa pagina dell’articolo di Bleeeding Cool alle accuse con un commento al post, chiarendo che lo sfruttamento delle immagini citate è assolutamente regolare e praticamente un elemento storico della fiera.

RISPOSTA TRADOTTA IN ITALIANO (è stata pubblicata in inglese essendo la pagina dell’articolo inglese)

Dal 1966 Lucca Comics & Games è uno degli spettacoli leader di fumetti e illustrazioni e finora non abbiamo mai rinunciato a fare del nostro meglio per meritare questo titolo.

La nostra tradizione di poster annuali include diversi autori come Dave Pascal (il fumettista americano pubblicato sul New Yorker e il NY Times, vincitore nel 1977 del premio National Cartoonists Society per la categoria Comic Books-Humor) che ha firmato l’affage di 1978, mescolando diverse tecniche artistiche.
Abbiamo sempre amato sperimentare e cambiare, anno dopo anno. Negli ultimi 15 anni abbiamo scelto diversi artisti per interpretare il significato del tema annuale: a partire da Ciruelo (2003) e dai suoi acrilici e dipinti ad olio, passando all’illustrazione digitale di Barbucci e Canepa (2004), con una sosta artistica nel 2013 grazie a Riot Games, e anche fino all’estrema sperimentazione tecnologica fatta da LRNZ (alias Lorenzo Ceccotti) nel 2018.
La “Strada dei Poster” di Lucca Comics & Games ha coinvolto molti artisti e opere diverse.

Barbara Baldi ha realizzato per noi un magnifico affico quest’anno intriso di ricerca, che è in grado di riportarci alle origini illustrate da Dave Pascal, con un mix poetico di stili diversi. Siamo molto orgogliosi del suo lavoro perché è la perfetta interpretazione dell’affermazione del 2019: “Diventare umani”. Le opere d’arte che ha realizzato per il festival racchiudono simultaneamente: tecnica artistica, gusto e messaggio.

Ha realizzato un’illustrazione significativa utilizzando (anche) una meravigliosa foto dello straordinario Teatro del Giglio di Lucca – di Giacomo Puccini – e una componente visiva acquistata da un fornitore di fotografia di repertorio. Ha lavorato digitalmente, in linea con la tradizione della grande concept art. Photobashing è solo una parte dell’esecuzione, ma ovviamente pensiamo che il tutto sia molto più grande della somma delle sue parti.

Per coloro che vogliono sapere, questi sono i crediti dei poster: artwork: Barbara Baldi; direzione artistica: Studio Kmzero; font: Stop di Aldo Novarese / ridisegnare Zetafonts; Modello di braccio 3D: Ociacia / shutterstock.com; Immagine del Teatro del Giglio per gentile concessione del Teatro del Giglio.

Speriamo di vedervi tutti a Lucca dal 30 ottobre al 3 novembre.
Ciao!

Inoltre sul sito ufficiale della fiera è stato creato un articolo interessante sulla storia e lo scopo del manifesto della fiera che potete leggere qui.

L’opinione personale dell’articolista di LuccaFan

Per chi non è del settore, potrebbe essere difficile capire il punto di vista dell’autrice e il punto di vista degli accusatori. Intanto c’è da vedere se gli accusatori hanno mai provato a creare un disegno o altre cose creative, così da capire se hanno mai provato sulla loro pelle le difficoltà che si incontrano. Come disegnatrice amatoriale e scrittrice di questo articolo voglio illustravi qualche dato di fatto che possa farvi  comprendere meglio perché le accuse  fatte sono vere, ma ridicole ed elaborate solo per criticare qualunque cosa che viene sotto mano (tipico comportamento di certi umani…).  E’ facile criticare gli altri, ma nel momento in cui chi critica deve essere alla stessa altezza dell’accusato è veramente in grado di essere “migliore”?! 

  1. Primo: è dagli albori dell’arte umana che gli artisti copiano ciò che vedono ( animali sui muri delle caverne). Alcune volte copiano in una perfezione  realistica che sembra vera (quadri ad olio meravigliosi) e in altri casi rielaborano ciò che hanno visto con il loro personale tocco artistico (come il fumetto). 
  2. Secondo: c’è sempre l’ispirazione esterna, quando crei qualcosa dal nulla. Alcune volte è inconscia e forse ti viene in mente un albero che hai visto 10 anni prima, altre volte la cosa migliore è guardare tante altre immagini ed essere fulminato dall’immagine che ti ispira). 
  3. Non sempre l’autore è affine al tema scelto dalla manifestazione: gli autori dei manifesti vengono scelti con criteri  specifici e gli viene richiesto di disegnare un immagine che rappresenta un tema specifico, magari mai provato dell’artista. Inoltre devi comunicare dei messaggi tramite i disegni ed è ovvio che un bravo artista si fa una scorrellata di immagini esterne per potersi creare l’idea di un disegno che non esiste ancora.  Spesso vediamo manifesti molto sofisticati nella cura del colore e dei paesaggi e altre volte veramente semplicistico. Ma questo non vuol dire che quelli semplici siano “inferiori”, stanno semplicemente esprimendo  il lato artistico per cui sono amati. E può piacere o non piacere a seconda dei gusti personali. 
  4. Non sempre copiare è solo copiare: in verità è semplicemente rielaborare!  L’artista è stata accusata di aver copiato lo sfondo del teatro da una foto, e il proseguimento dell’accusa è in conclusione “non te lo sei inventato”. Ma avete mai provato disegnare un teatro senza vederne uno, senza avere un immagine sotto banco, senza aver mai visto una prospettiva di un teatro ovale (di solito viviamo in stanze quadrate!). Ve lo dico io che disegno, vi verrà una schifezza che siate bravi a disegnare o no. Semplicemente perchè non conoscendo come è un teatro, non potete comunicare un immagine che ricordi il teatro a chi già la visto. Il manifesto è abbastanza semplice da leggere: è in rappresentazione a teatro l’opera di Romeo e Giulietta rivista in chiave umani e robot invece che umani con nomi diversi; ed siamo alla scena più importante dove “l’unione” è quasi possibile (rappresentato dal simbolo più significativo del mondo : il bacio). Quindi devi rappresentare la scena in un teatro e per farlo bene, devi prendere un teatro vero ! E l’artista ha preso il teatro del Giglio giustamente visto che è quello ufficiale della fiera.
  5. Copia e incolla di foto e immagini già fatte non è un abitudine ignobile: oltre ad accusare l’artista di non aver fantasia per inventarsi lei stessa un teatro, è accusata di aver velocizzato il suo lavoro ritoccando le foto.  E’ così sbagliato usare i programmi digitali per alterare una foto per renderla stile disegno? NO! questa è l’opinione di un artista amatoriale e son sicura che sia anche di molti artisti professionisti e vi spiego il motivo. Oggi giorno, è tutto basato o sui soldi o sul tempo e per questo motivo gli artisti non hanno mai abbastanza tempo o li pagano troppo poco per il tempo che ci metterebbero; immaginate di dover consegnare tutto in una settimana, ma avete perso 5 giorni per avere l’ispirazione (non date per scontato che l’idea appaia a comando) e avete solo 2 giorni per disegnare e colorare e per fare le cose ben fatte ci mettereste 4 giorni. Conclusione, dovete velocizzare e per fare un abbozzo mal fatto, preferite un bel risultato con l’aiuto del digitale. Non è una vostra opera? E allora la scultura moderna con pezzi di bicicletta non è più arte perchè hanno usato pezzi riciclati. Usare questi strumenti per ottenere comunque un bel risultato non è sbagliato, è solo un modo per velocizzare il lavoro, e gli artisti dell’illustrazione  devono usare questi escamotage per sopravvivere in questo mondo. Il risultato alla fine è bello no? E allora non è malvagio. Io son sicura che l’artista nella mente avesse l’idea del teatro in testa, ma per un motivo o l’altro quella foto era la soluzione migliore. Un ultimo appunto per il braccio robotico: come deve essere un braccio robotico ? Voi lo sapete? Avete mai disegnato bracci robotici? spigoloso o curvo? pieno di fili o essenziale? E’ abbastanza ovvio che l’artista non si sia molto dedicata alla robotica nelle sue opere, e quindi non sa bene come disegnarle; e quindi la soluzione più ovvia e prendere ispirazione da artisti del settore che queste domande se le son già fatte da molto tempo. 

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