Durante il fine settimana appena terminato la redazione di GameSoul ha avuto modo di girovagare per il Lucca Comics & Games con tutta la tranquillità che 400000 persone possono portare, tentando di sopravvivere al fiume umano che scorreva tra gli stand e si riversava nei bar.

Videogames, fumetti, autori e, ovviamente, una marea di Cosplayer ci hanno accompagnato in questi tre giorni di fuoco, ma c’era una cosa che ci eravamo prefissati sin dall’inizio della settimana precedente, appena tornati dalla GamesWeek milanese: riuscire a fissare un’intervista a tema videoludico con Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, presentatore del tanto acclamato programma “Unti e Bisunti”, firmato DMAX, e presentatore e giudice de “I Re della Griglia“, attualmente in onda sulla medesima rete.

Si è però rivelata una piacevole chiacchierata, più che un’intervista vera e propria:

 

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“Allora, non perdiamoci in convenevoli: Chef Rubio è cuoco, rugbista, conduttore e, da poco, protagonista di un fumetto a lui ispirato, Food Fighter. Si può anche dire che sia un appassionato di videogame?”

“Sì certamente, ma definirmi un appassionato non è corretto: sono stato, letteralmente, un dipendente da videogame. Ho iniziato con un Commodore, per poi passare ai successivi NES e SNES e via dicendo. Stavo intere giornate sui videogame, sia sulle console da casa che nei locali con i cabinati, i coin op, e non so quanti soldi ho speso tra levette e tasti…”

“Lasciamo stare l’argomento, ho fatto andare non so quante migliaia di Lire ai miei genitori solo con Metal Slug…”

“Metal Slug è stupendo, anche io ci ho perso le giornate dietro… Ero riuscito a trovare una collezione per PlayStation2, tanto tempo fa.”

“E adesso? Com’è la situazione, continui a giocare assiduamente?”

“Tra tutti i miei impegni non riesco ad accendere la console per più di un paio di minuti al giorno. Sono contento di come stiano girando le cose, il programma va molto bene, ma quando non si registrano le puntate e sono a casa ci sono sempre mille cose da fare: controllare le mail, rispondere al telefono, stare sul PC in generale… Prima o poi riuscirò a farmi una partita come si deve!”

“Una partita a?”

“A PES…”

“PES? Ti facevo più un tipo da FIFA…”

“No, FIFA non mi piace molto, bisogna essere più precisi nei movimenti, nei passaggi, nei tiri… PES lo vedo più come un arcade e mi diverte di più, mentre FIFA è più elaborato, più un simulatore calcistico. Ci sono molti altri giochi a cui vorrei giocare in questo momento, ma si torna al discorso di prima, la mancanza di tempo. PES mi permette di sfruttare a pieno quei 5 minuti liberi che ho ogni tanto, mentre gli altri giochi non sono così immediati: inizi col giocare, parte un video, poi il tutorial, poi ti perdi in ore di gioco che al momento non ho.”

“Sicuramente non ti faccio andare via senza una domanda di cucina, da cuoco a cuoco, ma applicata ai videogame: se dovessi organizzare un bel torneo con amici, o pubblico, cosa mangeresti per avere le forze necessarie ad affrontarlo?”

“Questa domanda ha bisogno di una riposta molto lunga. Essendo un’attività fisica prolungata c’è bisogno di una quantità di energia costante: è sbagliato riempirsi di bevante energetiche o abbuffarsi di dolci, perchè lo zucchero sparisce in fretta dopo averti dato un picco enorme di energia, obbligandoti a mollare il colpo, oppure a dover integrare nuovamente con altro zucchero. Bisogna buttarsi sulle proteine, se si è fuori casa direi che un bel panino con della carne, e magari un po’ di salse, è l’ideale. Poi, sia chiaro, un piatto di pasta non guasta mai, ma in quantità moderata e senza condimenti troppo grassi!”

“Beh, i torneisti della GamesWeek di Milano avevano una quantità spaventosa di RedBull sui propri tavoli…”

“Lasciamo stare va…”

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