Renato GenoveseL’aveva definita la “seconda revolution” già all’indomani della chiusura di Lucca Comics and Games 2014, l’edizione dei record ma anche dei disagi, provocati da un assalto mai visto al centro storico. Ora che la rivoluzione bis è alle porte – e fervono i preparativi per l’edizione di questo autunno, con lo studio di un piano della logistica e dei trasporti che non trascuri nessun dettaglio, da sottoporre al Comune e da concordare con la Prefettura e il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica – il direttore Renato Genovese, ma con lui tutto lo staff organizzativo, devono confrontarsi con una trasformazione anche all’interno della Srl che prepara la manifestazione – di cui il prossimo anno ricorreranno i 50 anni. La fusione per accorpamento di Lucca Comics and Games Srl con Lucca Fiere & Congressi avrà, in prospettiva, ripercussioni anche sul team e sugli amministratori.

Inutile girarci intorno. Il presidente Francesco Caredio – è questa la proposta del Comune – dovrebbe gestire questa fase di transizione restando alla guida della nuova società, che vedrà la luce dal notaio a fine giugno. Del resto ancora non si è parlato. Si è solo detto, ed è la parafrasi di una comunicazione ufficiale di Palazzo Orsetti, che in questa transizione tutte le competenze della Srl dovranno fornire il loro apporto perché il nuovo soggetto con funzioni allargate – non solo Comics and Games ma anche congressistica e eventi – si assesti sulla mission assegnata.

“Sul mio ruolo futuro – si limita a dire, incalzato sull’argomento, il direttore Genovese, il factotum e la colonna dell’evento – non sono in grado di anticipare niente”.

Poche parole quelle pronunciate da un esperto che, se si parla di Comics and Games, a Lucca – città che lo ha adottato – è un’istituzione.

“Mi sono concentrato, insieme ai miei collaboratori – aggiunge – sulla organizzazione della manifestazione 2015, che sarà a tutti gli effetti la seconda Revolution annunciata. Già il giorno dopo la chiusura degli eventi 2014 ci siamo messi al lavoro, analizzando le criticità che, fatto salvo l’indiscusso successo della manifestazione, sono emerse a causa dell’elevatissimo afflusso di persone. E non mi riferisco ai visitatori paganti ma soprattutto a quanti, senza biglietto, sono stati attirati in città in quei giorni come curiosi o per partecipare agli eventi collaterali. Se vogliamo crescere, è fondamentale cercare di affrontare al meglio questi problemi, predisponendo quanto necessario per ridurre al minimo i disagi”.

Dai pernottamenti, fino ai parcheggi, passando per i trasporti e gli arrivi con il treno, fino alla logistica. 

“Il piano è a buon punto e lo presenteremo a breve – aggiunge il direttore -: un punto fermo è comunque il legame della manifestazione con il centro storico e questo non si tocca. Ecco perché, ma lo ha ben chiarito anche l’amministrazione comunale, non verranno proposti eventi al Polo Fiere di Sorbano durante Lucca Comics & Games 2015”.

Struttura che, completato l’iter della fusione con Fiere Spa, entra nel patrimonio di Lucca Comics and Games.

“Portare al Polo pezzi di festival non è proponibile – spiega Genovese – ed è da escludere. Sia perché vogliamo mantenere la manifestazione in città, sia anche per questioni logistiche e indisponibilità degli espositori”.

Quella struttura però potrà essere utilizzata durante l’anno per eventi collaterali, anche legati al fumetto o ai Games ma in altri contesti. E questa è la strada che si vuole percorrere, unita ovviamente all’organizzazione di altri eventi culturali o convegni, come è indicato nella ragione sociale della nuova società sorta dalla fusione.
Per ora il direttore non si sbottona troppo sull’organizzazione della manifestazione d’autunno. Le novità, si assicura, non mancheranno. Soprattutto in termini dell’offerta per il pubblico, che è il “primo pensiero” e l’orizzonte di Genovese. Non c’è invece da aspettarsi sorprese sull’area Games. Il padiglione sarà montato anche quest’anno all’ex campo Balilla. Anche se in futuro si cambierà. La trattativa per trasferire gli stand ai Vivai Testi non è sfumata ma, come è noto, si è arenata per una questione di costi.

“Per noi, comunque, resta questa la strada da percorrere – commenta il direttore Genovese – e sarebbe auspicabile soprattutto per diluire la concentrazione nell’area sud che oggi vede la presenza di troppe realtà, spezzando l’asse che si è creato a sud della città, fra Porta San Pietro, la stazione e gli arrivi dall’autostrada, che vanno inevitabilmente a cozzare con i Games, il palco e la massa del mondo Comics”.

Ma ormai non se ne parlerà prima del 2016. E c’è da scommettere che spegnendo le sue prime 50 candeline, la kermesse dei fumetti e dei games riserverà alla città qualche altra “rivoluzione”.

 

FONTE:   www.luccaindiretta.it