Joe-AbercrombieLucca Comics and Games 2014 è stata una manifestazione davvero ricca di soddisfazioni per chi s’interessa di letteratura fantasy. Il press cafè con Joe Abercrombie, uno dei re del fantasy, è stato davvero interessante! La possibilità d’incontrarlo in un luogo tranquillo e non eccessivamente affollato è stata eccezionale. Joe Abercrombie è estremamente spigliato, simpatico e spiritoso. Ha una personalità esuberante che rispecchia il suo modo di scrivere: diretto, raffinato e ricco. Per uno scrittore un mix esplosivo! Questo traspare solo in parte dall’intervista perché Joe Abercrombie è molto più interessante di quanto si possa immaginare. Per chi ancora non lo conosce spero che questo sia lo spunto per approfondirne la conoscenza e fare incetta dei suoi romanzi in libreria.

 

Dopo il grande successo di pubblico di George R. R. Martin, dovuto anche alla serie televisiva Il Trono di Spade, ti senti parte di un nuovo modo d’intendere il fantasy?

Chi è Martin? Cos’è che fa? (Ride) Secondo me ci sono sempre stati autori di fantasy con stili differenti. Scrittori fantasy con uno stile e temi più aggressivi più adulti o di rottura ci sono sempre stati basti pensare a Fritz Leiber che, anche se contemporaneo di Tolkien, aveva uno stile più aggressivo. Tuttavia negli anni ottanta il fantasy è diventato sinonimo di Tolkien. Le storie sono diventate più patinate con una forte connotazione eroica e personaggi molto stereotipati. Mi riferisco, naturalmente, al fantasy più commerciale. È stato il periodo in cui mi sono allontanato dal fantasy spostando la mia attenzione verso nuovi generi. Ho abbandonato totalmente il fantasy. In questa fase spaziavo tra vari generi letterari come il noir che aveva degli esponenti che osavano molto trattando argomenti profondi ed innovativi ma anche aggressivi come Ellroy, McCarty, Leonard… In tal modo ho compreso che alcune loro caratteristiche mi piacevano molto e mi sarebbe piaciuto importarle nel fantasy. Che era comunque il genere che amavo e volevo rinnovare. Percepivo il Fantasy come un genere seduto e sedato ovvero un genere sopito. Negli anni novanta un amico che sapeva della mia passione per il fantasy mi ha proposto di leggere i romanzi di Martin. Quando ho guardato il libro e la copertina ho pensato che sapevo già cosa aspettarmi dal romanzo! Credevo che avrebbe avuto il solito contenuto scontato ma non è stato così. Ho capito che si poteva creare un fantasy fortemente concentrato sui personaggi. Con protagonisti ben strutturati, oscuri e con spiccate connotazioni caratteriali. Estremamente sfaccettati ed elaborati caratterialmente. Personaggi che muovono la storia grazie alle loro caratteristiche forti e che sono dotati di sentimenti e ed emozioni dirompenti. Certo anch’io l’ho fatto ma con maggior successo! (ride) Quando i libri di Martin erano conosciuti prevalentemente tra gli appassionati di fantasy è riuscito a spingerli verso nuovi orizzonti letterari. Ha influenzato alcuni scrittori. Quindi ha aperto la strada agli autori che volevano scrivere fantasy più sorprendenti, oscuri, inusuali e pieni di tensione. Certo la serie televisiva lo ha sdoganato e ha diffuso il genere fino ad un pubblico più ampio di quello che prima seguiva il fantasy.

Joe-Abercrombie-Cover-italianaVorrei sapere se trovi riduttivo essere definito un autore che scrive in modo molto scorrevole. Visto il tuo modo di scrivere. Infatti il tuo stile è sia scorrevole sia alquanto raffinato e costruito; non è certo un tipo di scrittura semplice, nel senso riduttivo del termine in letteratura. Visto che dai molto spazio alle sfumature caratteriali dei personaggi. È palese che per ottenere un risultato del genere è necessaria una grande ricchezza stilistica.

Così semplice così profondo. Mi piace immaginarlo così, comunque non ho nulla contro la scrittura semplice ovvero immediatamente accessibile e comprensibile. Io cerco sempre di seguire il linguaggio dei miei personaggi, se la persona che sto descrivendo ha un livello culturale basso e un approccio culturale alla vita di un certo tipo il suo modo di parlare deve rifletterlo. Inoltre mi sembrerebbe falso o artificioso quando qualcuno prova a scrivere con uno stile fantastico o simile a quello in uso nel Medioevo. Anche chi utilizza termini arcaici, come quelli che avrebbe utilizzato Shakespeare, risulta artificioso, poco credibile, falso e sopra le righe. Non mi piace e, di conseguenza cerco di non farlo quando scrivo perché mi fa ridere. Inoltre credo molto nell’accessibilità della letteratura. Il libro deve essere immediatamente accessibile per i lettori odierni. Questo serve anche a dare più forza alla mia scrittura perché la potenza e la violenza delle scene incidono nel modo di costruire la narrazione. E se devi rapportarti con personaggi ben connotati ci deve essere un’immediatezza espressiva molto forte.

C’è un progetto per trarre dai tuoi romanzi una serie televisivo o un film? È come chiedere a che gioca alla lotteria se ha progetti in caso di vittoria. C’è stato un periodo in cui i diritti cinematografici sulla mia prima trilogia erano stati opzionati. Poi sono scaduti i termini. Ora sono stati nuovamente opzionati. Quindi è un periodo pieno di cambiamenti e stanno accadendo cose alquanto eccitanti. Succedono sempre cose interessanti. (Ride) Naturalmente è importante non eccitarsi troppo e mantenere un atteggiamento sempre cinico-depresso e anche deprimente nei confronti della vita così quando le cose accadono … (ride) Comunque potrebbero esserci presto notizie interessanti. Chissà …

 

Abercrombie2Perché, secondo te, fantascienza e fantasy sono così popolari?

Si pensa e si parla di fantasy e fantascienza come a due generi affini. Spesso si nominano insieme, ma, nella realtà, sono due generi letterari estremamente diversi. Se si pensa che già negli anni sessanta la fantascienza era un genere, televisivamente parlando, di grande successo. Come Star Trek, Stargate, Battlestar Galactica e tutte le serie televisive con star nel nome … I film vagamente fantascientifici con Schwarzenegger … (Ride) Nel Fantasy purtroppo non è così! Perché se pensiamo alle serie televisive fantasy come Xena o Hercules (ride) certo non si può neanche fare un confronto con quelle fantascientifiche. È stato necessario arrivare a film come Il Signore degli Anelli o serie televisive come Il Trono di Spade per avere un fantasy di qualità. Ora sarà necessario capire se ci sarà un seguito positivo per la trasposizione cinematografica e televisiva del fantasy.

 

Di Laura Ester Ruffino

FONTE: http://www.italnews.info