Chiunque abbia dimestichezza con manga e anime ad ambientazione scolastica avrà di certo sviluppato un certo occhio per le uniformi, elemento spesso fin troppo trascurato dai lettori. Ma che siano molto comuni o stravaganti, eccentriche o esagerate, eleganti o kitsch, sono loro a offrirci una prima impressione sui personaggi e sull’opera più in generale.

Non è un caso che nel capitolo 166 del manga 100% Fragola della Kawashita, dal titolo “Addio Izumizaka” (Sayōnara, Izumizaka), la madre del protagonista Jumpei Manaka gli dica “Piuttosto Jumpei, sistemati il colletto della camicia … Ricordati che oggi è l’ultimo giorno che indossi quell’uniforme“, una frase il cui significato sotteso è semplice spiegare. Nel sistema scolastico giapponese e di riflesso nella letteratura manga e nell’animazione che vede le sue storie svolgersi tra le mura scolastiche l’uniforme diventa infatti un oggetto identificativo di appartenenza a un gruppo, o in antitesi di rivolta e desiderio di emanciparsi da esso, basti pensare a Due come noi di Hiroyuki Nishimori, dove il colletto sbottonato è elevato a vero e proprio tratto caratteriale dei due studenti protagonisti, o anche un semplice espediente narrativo per tratteggiare un personaggio, come l’Amu Hinamori del manga Shugo Chara della Peach-Pit, col suo stile assolutamente unico e in aperto contrasto con la sua vera personalità.

Così non deve stupire troppo che quelle del manga Taihen Yoku Dekimashita di Zakura Sato, di cui in patria il 25 marzo è stato rilasciato il secondo tankoubon, abbiano fatto da spunto per le nuove uniformi che presto saranno adottate da una scuola media superiore di Kyoto.

Trama di Taihen Yoku Dekimashita:
Il protagonista, Nonoyama, è una vittima di bullismo a scuola fin dai primi anni. Il suo unico amico è il suo orsacchiotto. Ma entrato al liceo decide di cambiare vita e città, ricominciando da zero. Ma il cambiamento non sarà così facile.